Ricercare l’umanità nei robot

masahiro_mori_02Noto per i suoi lavori pionieristici sulla reazione emotiva dell’uomo verso le entità non umane e per le sue idee su religione e i robot, Masahiro Mori (森 政弘) è uno studioso di robotica giapponese. La sua pubblicazione più famosa fu 不気味の谷 (lett. “valle misteriosa”, in italiano “la zona perturbante”). In quell’illuminante articolo si ipotizza che, a mano a mano che i robot divengono più simili all’uomo, essi appariranno sempre più familiari, sino ad un punto nel quale le piccole imperfezioni ce li faranno sembrare strani ed inquietanti.

masahiro_mori_03Da qui la conclusione di Mori, ovvero che i fabbricanti di robot non dovrebbero cercare di creare automi troppo realistici nell’aspetto e nel movimento.
 
Tuttavia, egli ha approfondito anche gli aspetti più legati alla complessità di questi meccanismi automatici, e ha pubblicato il volume The Buddha in the Robot, in cui discute le implicazioni filosofiche ed etiche della robotica.

masahiro_moriNel libro afferma di credere nella possibile illuminazione degli esseri automatici, ovvero nel fatto di avere potenzialmente la capacità di raggiungere uno stato di illuminazione, relativamente alla loro natura interiore. Nel 1988, poi, ha fondato la prima competizione nazionale giapponese di costruzione di robot e ha promosso negli anni varie competizioni. Attualmente Mori è presidente dell’Istituto di ricerca Mukta che egli ha fondato a Tokyo per promuovere le sue teorie.

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