L’infanzia in Hayao Miyazaki

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«Credo che le anime dei bambini siano gli eredi della memoria storica delle generazioni precedenti.»

Escludendo Marco in Porco Rosso e Lupin ne Il Castello di Cagliostro, gli eroi dei film di Miyazaki sono sempre bambini o adolescenti.
Miyazaki ha detto che quando si immagina i suoi scenari, i personaggi, spontaneamente se li immagina come bambini. Ad esempio, Il mio vicino Totoro ha come protagoniste due bambine che, a differenza degli adulti, sono in grado di vedere il mondo degli spiriti, e in Ponyo sulla scogliera un ragazzo, Sōsuke, fa amicizia con una creatura magica marina. Inoltre Kiki consegne a domicilio e La città incantata trattano il tema della crescita e della maturità.
Miyazaki esprime una grande attenzione nei confronti dei bambini e degli anni in cui si è giovani, dicendo che «il paradiso risiede nei ricordi della nostra infanzia. In quei giorni eravamo protetti dai nostri genitori ed eravamo innocentemente inconscienti dei tanti problemi che ci circondavano.».

La sua visione dell’infanzia nella società contemporanea è tuttavia pessimistica, valutando negativamente la dipendenza dei bambini dal “mondo virtuale” e la mancanza di contatto con la natura. Proprio per questo, egli crea i suoi film ispirato dai bambini vicino a sé, con l’obiettivo di «capire il loro mondo».

Anche se per natura ha una visione pessimista delle cose, Miyazaki ha un grande rispetto e affetto nei confronti dei bambini, e vuole che crescano facendosi le proprie idee sul mondo che li circonda, senza che gli adulti impongano loro la propria visione delle cose. Non vuole infatti caricarli con un cinismo prematuro.

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