Il pacifismo secondo Hayao Miyazaki

«non voglio visitare un paese che sta bombardando l'Iraq.»

«non voglio visitare un paese che sta bombardando l’Iraq.»

Sia Nausicaä della Valle del vento che Princess Mononoke presentano forti critiche alla guerra. Porre fine all’odioso conflitto tra gli uomini e la natura diventa la forza trainante di Ashitaka in Princess Mononoke.
 
Nella versione manga di Nausicaä, invece, Miyazaki dedica molto spazio e cura a rappresentare la brutalità e la sofferenza della guerra. Il mondo post-apocalittico che emerge è pieno di resti di antiche civiltà che si sono estinte con le guerre e la distruzione dell’ambiente.

In Laputa – Castello nel cielo, l’esercito è ritratto come stupidamente e inutilmente violento, avido e autoritario. Ne Il castello errante di Howl, la visione negativa che ha Howl nei confronti della guerra è molto esplicita ed egli si rifiuta di unirsi alla lotta a qualsiasi titolo ufficiale. Nonostante questo, però, non può esimersi dal partecipare al conflitto sfruttando la sua trasformazione in uccello demone, nella speranza che il suo contributo possa avere un impatto positivo e porre fine alla guerra.

Nel 2003, quando La città incantata ha vinto l’Oscar come miglior film d’animazione, Miyazaki non ha partecipato personalmente alla premiazione negli Stati Uniti, come protesta per la politica militare aggressiva nei confronti dell’Iraq.

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